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Aforismi da "Ecce Homo"

AFORISMI da "Ecce Homo"

L'esperienza ammonisce che bisogna, qualche volta, chiudere un occhio, ma che non bisogna mai chiuderli tutt'e due.

Chi si fida di ognuno, mostra d'avere poco discernimento e poco giudizio: chi non si fida di nessuno, mostra d'averne anche meno.

Chi conosce i difetti altrui è uomo di buon discernimento: di molto migliore chi conosce i propri.

Quanto più lo spirito si allarga, e tanto meno posto vi possono trovare l'odio e l'invidia.

L'uomo cattivo può bene qualche volta essere dalla parte della ragione; ma gli è quasi impossibile ch'ei non faccia poi tanto da mettersi dalla parte del torto.

Chi, essendo in guerra col mondo, è in pace con se medesimo, può essere felice; ma non può non essere infelicissimo chi, essendo in guerra con se medesimo, sia in pace col mondo.

Non si sa precisamente perché noi siamo nel mondo; ma questo almeno par certo, che non ci siamo per godere.

La felicità è come quell'oste che aveva scritto sulla sua bottega: Domani si farà credenza.

Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?

Chi vuol essere da più ch'ei non può, riesce da meno di quanto ei potrebbe.

Chi non abbia altro che quattrini è un povero diavolo.

Nessuno più noioso di chi perpetuamente si annoia.

Per sentirsi, non diremo sicuri, ma coraggiosi e tranquilli lungo le vie della vita, giova desiderar poco e sperar anche meno.

Chi ha un vero amico può dire di avere due anime.

Fa' silenzio intorno a te, se vuoi udir cantare l'anima tua.

La vita è tale negozio che non ci si fa mai guadagno che non sia accompagnato da perdita.

Libertà senza ideali nuoce assai più che non giovi.

La vita umana è una navigazione fortunosa ed incerta, durante la quale conviene fare oggetto di simili cose per aver grazia di salvarne alcune poche.

Chi negl'incontri della vita giornaliera teme sempre di vedere compromessa e sciupata la dignità propria, mostra che la dignità per lui non altro è che un vestito.

Quando le opinioni si ricevono bell'è fatte dagli altri, è facile avere le opinioni pronte su tutto.

A compiacersi del semplice ci vuole un'anima grande.

Amoreggiate con le idee finché vi piace; ma quanto a sposarle, andate cauti.

Chi in un'arte è diventato maestro, può senza danno scordarsi le regole.

Chi si fosse spogliato di tutte le illusioni rimarrebbe nudo.

Di là da certo segno, la ricchezza e la povertà hanno comune questa maledizione, che fanno dell'uomo uno schiavo.

È assai più facile essere caritatevole che giusto.

I nemici più pericolosi sono quelli da cui l'uomo non pensa a difendersi.

Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano.

L'ignoranza non sarebbe l'ignoranza, se non si riputasse da più che la scienza.

La forza è confidente per natura: nessun più sicuro segno di debolezza che il diffidare istintivamente di tutto e di tutti.

La ragione non merita veramente di chiamarsi con questo nome, se non il giorno in cui comincia a dubitare di se stessa.

La ricchezza può essere buon condimento nel banchetto della vita; ma tristo quel commensale cui essa sia tutt'insieme condimento e vivanda.

Nel viaggio della vita non si danno strade in piano: sono tutte o salite o discese.

Se tu pretendi e ti sforzi di piacere a tutti, finirà che non piacerai a nessuno.

Se non ci fossero tante pecore, non ci sarebbero tanti lupi.

Se volessero parlare di ciò solo che intendono, gli uomini quasi non parlerebbero.

L'ignoranza delle cose vecchie, dette e ridette, è spesso unico fondamento alla presunzione che taluni hanno di dir cose novissime.

L'uomo di grande intelletto stenta a persuadersi che gli stupidi siano tanto stupidi quanto sono veramente.

Arturo Graf

Arturo Graf (Atene, 1848 – Torino, 1913), nato in Grecia da padre tedesco e madre italiana, fu scrittore, poeta e critico letterario. Laureatosi in giurisprudenza, fu docente di Letteratura presso le Università di Roma e di Torino. Nelle sue opere in versi si trova un primo accenno al simbolismo cristiano e, verso la fine della sua vita, vi è un graduale avvicinamento alla religione.

Da: "Ecce Homo - Aforismi e Parabole" di Arturo Graf
Fratelli Treves Editori
Milano 1908

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